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INFEA News - Veneto - Benvenute vacanze sostenibili
Oggetto: INFEA News - Veneto - Benvenute vacanze sostenibili
Data invio: 2011-06-30 09:23:40
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Giugno 2011
BENVENUTE VACANZE SOSTENIBILI

Sommario:

Già inviato nella versione stampata a soggetti pubblici e privati che, a vario titolo, si occupano di temi ambientali, questo settimo numero del periodico IN.F.E.A. news è disponibile come file PDF nell'area IN.F.E.A. NEWS DOWNLOAD (1.31 MB) del sito di IN.F.E.A. news ed è sfogliabile online a questo indirizzo.

ARPAV

Sì, viaggiare...

arpav"Il vero viaggio di scoperta
non consiste nel cercare nuove terre,
ma nell
'avere nuovi occhi."
(Marcel Proust,
Alla ricerca del tempo perduto)

Nel corso degli anni il turismo è diventato uno dei settori dell'economia mondiale in più rapida espansione in termini di prodotto lordo, investimenti e consumi, ciò fa pensare a cosa significhi tutto questo in termini di impatto ambientale. Varie sono le cause e le motivazioni che hanno fatto diventare la vacanza, il viaggio qualcosa di colossale dal punto di vista economico e sociale, ma sicuramente quelle fondamentali sono: la curiosità di vedere e conoscere l'altrove e l'altrui, impulso questo che ha spinto da sempre navigatori, uomini di cultura, etc. verso luoghi sconosciuti; l'evoluzione dei mezzi di trasporto che hanno gradualmente ridotto le distanze e facilitato gli spostamenti; la diffusione della carta stampata e successivamente di tutti gli altri mezzi di comunicazione di massa.

L'UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite) ha effettuato un'analisi dei benefici e dei costi di questa attività umana, evidenziandone gli effetti positivi e negativi e mettendo in luce la complessità del fenomeno e le relazioni tra la dimensione economica, sociale ed ambientale. Nessuno di questi elementi può essere trascurato da un'analisi dell'impatto del turismo sull'ambiente. È fuori discussione che i suoi effetti siano rilevanti, il turismo tende a "bruciare" i luoghi che tocca e non sembra porre limiti alla propria crescita. Vive però una contraddizione: tende ad utilizzare, consumare e logorare le risorse dalle quali dipende, ma ciò se da un lato è veicolo di degrado, dall'altro può diventare, e in alcuni casi è diventato (ricordiamo ad esempio la tutela di alcuni ambienti naturali come i parchi), veicolo di conservazione e protezione di alcune aree. Il turismo può diventare sostenibile se tiene conto del fatto che le risorse su cui poggia non sono illimitate, se è in grado di valutare la capacità di carico delle destinazioni turistiche, intese come ecosistemi, per non sovraccaricarle e intasarle ottenendo di conseguenza un effetto boomerang.
Oggi esiste una maggior attenzione verso i rischi ambientali derivati da uno sviluppo non controllato del turismo, a questo proposito l'UNWTO ha individuato tre caratteristiche irrinunciabili per un turismo responsabile: le risorse ambientali devono essere protette; le comunità locali devono beneficiare di questo turismo, sia in termini di reddito sia in termini di qualità della vita; i visitatori devono vivere un'esperienza di qualità.
Certamente tutto questo non è semplice da attuare, l'eterogeneità degli interessi coinvolti rappresenta un nodo problematico per l'applicazione di questi concetti. Infatti, solo nel momento in cui si riuscirà a mettere sullo stesso piano le diverse necessità delle varie componenti sociali ed economiche in gioco, si avrà una solida base su cui costruire gradualmente progetti di sviluppo sostenibile per le varie tipologie turistiche. Un cammino in tal senso non è però reso possibile solo da grandi azioni, anche piccoli gesti (come ad esempio non lasciare rifiuti nel bosco o sulla spiaggia durante una passeggiata, non usare l'automobile a tutti i costi per raggiungere un rifugio che potrebbe essere raggiunto con poca fatica a piedi, ecc.) possono servire per cominciare a modificare i propri atteggiamenti e comportamenti e muoversi nella direzione giusta. Dal punto di vista dell'educazione ambientale un nuovo modo di ‘fare turismo' è legato a nuove forme di informazione e comunicazione, che consentano una presa di coscienza e un'acquisizione di nuovi valori utili a un mutamento nelle scelte dei turisti e a comportamenti più rispettosi dell'ambiente in qualsiasi luogo, paese, nazione ci si trovi.

Ma eccoci qui, l'estate si avvicina ed è normale cominciare a fare progetti di vacanza, la temperatura più calda, la luce che dura più a lungo stimolano la voglia di stare all'aperto e rendono le persone più disponibili ad uscire, ad incontrare gente e a fare nuove esperienze e così si comincia a programmare seguendo le proprie possibilità e desideri. È giusto farlo, il viaggio, immaginato o reale, è un impulso che fa parte della natura umana, da sempre l'uomo considera il viaggiare come un momento importante della propria vita, ma spesso ieri come oggi pensa soprattutto al dove andare, ma non al come, al quando e al perché viaggiare.
L'Italia, per i suoi pregi storico-artistici, naturali ed enogastronomici è una delle mete più frequentate del turismo mondiale: il Country Brand Index, lo studio internazionale sull'immagine di oltre quaranta Paesi nel mondo, la vede sempre nelle posizioni di testa, spesso prima tra i paesi europei. Il Veneto grazie al suo patrimonio paesaggistico, storico, artistico ed architettonico è, con oltre 60 milioni di presenze turistiche all'anno (dato Regione Veneto), una delle regioni più visitate d'Italia: aree, località litoranee, montane, collinari, lacustri, città d'arte, il cui fascino deriva, oltre che dalla loro bellezza, anche dalla rarità e fragilità degli ecosistemi e dei beni culturali in esse presenti. Queste località presentano infatti caratteri naturalistici, geo-morfologici, storico-culturali e artistici tali da renderle uniche e da salvaguardare anche attraverso la promozione di nuove forme di turismo. A questo proposito e in tal senso, si stanno muovendo ad esempio molti operatori turistici e albergatori. Il Veneto, dall'estate 2010, è diventata regione pilota per il Turismo sostenibile attraverso una dichiarazione d'intenti sottoscritta dalla Commissione Europea e dalla Regione Veneto (per informazioni www.regione.veneto.it/Economia/Turismo/turismo-sostenibile.htm); quest'ultima ha inoltre promosso, nell'ambito del progetto ECO.Ri.Ve., uno studio sulla qualità ambientale delle strutture ricettive nella prospettiva di sostenere e diffondere il marchio ECO-LABEL che si assegna a prodotti o servizi che usano processi produttivi e gestionali in grado di ridurre al minimo gli impatti negativi sull'ambiente. Lo studio è stato elaborato dal Centro Studi Qualità Ambiente dell'Università degli Studi di Padova ed ha coinvolto l'intero territorio regionale. L'analisi evidenzia l'interesse delle strutture ricettive del Veneto sul:

  • risparmio energetico;
  • l'utilizzo di fonti rinnovabili;
  • la gestione eco-sostenibile dell'acqua;
  • l'eco-compatibilità delle attività turistiche.

(per informazioni sul marchio Ecolabel: www.ecolabel.it/news/1248.html, www.arpa.veneto.it/certificazioni_ambientali/htm/ecolabel.asp, www.isprambiente.gov.it/certificazioni/site/it-IT)

E ARPAV...
con l'obiettivo di stimolare nei turisti una riflessione sui loro comportamenti, ha creato il cartoon "Viaggiatori! e viaggiatori?" avvalendosi della gradevole ironia del fumettista Bruno Bozzetto. Il filmato offre alcune simpatiche provocazioni su aspetti comuni e tipiche situazioni del viaggiatore confrontando atteggiamenti, punti di vista, comportamenti, consumi di risorse, di due tipologie di turisti: il turista che viaggia in "punta dei piedi", rispettoso dei luoghi e delle persone che incontra e che riconosce nel viaggio un'opportunità di crescita, e il turista che brucia le tappe, distratto e un po' annoiato, attratto soprattutto dalle mete esotiche. L'Agenzia ha inoltre realizzato la campagna di comunicazione "PopHeart - Un cuore per la montagna" attraverso la quale vengono proposti al turista e all'escursionista della montagna alcuni suggerimenti pratici su comportamenti sostenibili, rispetto dell'ambiente e sicurezza personale (per vedere i video e i materiali: www.arpa.veneto.it).

In questo numero di Infeanews, i Nodi provinciali IN.F .E.A. hanno raccolto e brevemente descritto alcuni interessanti itinerari turistici del territorio veneto alternativi alle consuete mete, percorribili con un impatto e una pressione ambientale molto minore e attraverso i quali scoprire un Veneto diverso.

Wally Morello
Settore per la Prevenzionee la Comunicazione Ambientale

arpav

Bentornata tartaruga!

arpavBird-watching, whale-watching, safari fotografici, trekking naturalistici, snorkeling, escursioni in mare sono alcune delle attività che muovono il popolo dei turisti naturalistici in ogni angolo del mondo. Ovunque andiamo, il rispetto e la conoscenza di piccole norme di comportamento può aiutare a mantenere intatte le riserve naturali del territorio. Regole note ma sempre valide sono: mantenere le giuste distanze dagli animali, rispettare le regole di raccolta funghi e specie protette, seguire i sentieri segnalati e non comprare piante, animali o parti di esse come souvenir. Da ricordare inoltre che tutta la fauna selvatica è di proprietà dello Stato, quindi in caso di ritrovamento di animali in difficoltà è necessario contattare la Polizia Provinciale o il Corpo Forestale dello Stato (numero unico 1515). In mare, l'organo competente è la Capitaneria di Porto (numero blu 1530), a cui dovete rivolgervi nel caso, ad esempio, trovaste una tartaruga in difficoltà! Già! In estate, le lagune del Veneto sono frequentate da giovani esemplari di tartaruga marina Caretta caretta o tartaruga comune (specie protetta da convenzioni internazionali e dalla normativa nazionale) che migrano dal Sud del Mediterraneo verso l'Alto Adriatico. Non è raro infatti osservare esemplari di questa specie cibarsi di crostacei, molluschi, pesci o meduse all'interno delle acque calde e ricche di nutrimento della laguna. Le principali minacce che incontrano sono legate in modo particolare ad attività antropiche; gli animali possono infatti imbattersi in ami, reti da pesca, essere urtati da barche mentre nuotano, rischiare il soffocamento inghiottendo sacchetti di plastica scambiati per meduse. I tecnici di ARPAV , durante le attività di monitoraggio in mare, contribuiscono alla salvaguardia della specie segnalando gli esemplari avvistati o in difficoltà, ma tutti possono contribuire alla loro protezione adottando comportamenti coscienziosi per evitare il crearsi di condizioni ambientali sfavorevoli e intervenendo nel caso di avvistamenti e ritrovamenti.
Il Museo di Storia Naturale di Venezia (tel. 041 2750206) è uno dei promotori del progetto di salvaguardia delle tartarughe dal momento del loro soccorso, alle cure nei centri di recupero specializzati, alla liberazione in mare. La collaborazione tra ARPAV ed il Museo ha portato, tra l'altro, alla realizzazione di un pieghevole divulgativo dal titolo "IL LUNGO VIAGGIO DELLE TARTARUGHE MARINE" che racconta in chiave grafi ca il viaggio e i pericoli che questi animali incontrano durante la loro esistenza. In autunno, le tartarughe riprendono il loro interminabile migrare, ma è bello pensare che anche grazie a comportamenti consapevoli e al rispetto di un ambiente così delicato e unico come il nostro mare, potremo continuare a dire tutte le estati: "Bentornata Tartaruga!"

Sara Gasparini (SPCA, Settore per la Prevenzione e la Comunicazione Ambientale)
Roberta Guzzinati (OAA, Settore Acque)

ARPAV - Settore per la Prevenzione e la Comunicazione Ambientale
Centro Regionale di Coordinamento IN.F.E.A.

Piazzale Stazione, 1 - 35131 Padova
Tel 049 8767606/644 - Fax 049 8767682
dsiea@arpa.veneto.it - www.arpa.veneto.it

 

L'INTERVISTA

Turismo sostenibile, conviene e fa bene

Mario TozziSi sta avvicinando e in molti stanno cominciando a pensare a come trascorrere qualche giorno di riposo. Il come, il dove e il quando non sono indifferenti per l'ambiente. Da queste scelte possiamo capire se il nostro è un turismo sostenibile oppure no. Ma quando il turismo è sostenibile e quanto è rilevante economicamente oltre che per l'ambiente. Di questo abbiamo parlato con il professor Mario Tozzi, geologo, giornalista e saggista e presidente del Parco nazionale Arcipelago Toscano.

Professor Tozzi, se è stato necessario specificare turismo sostenibile, significa che è diffuso un turismo "non sostenibile" dall'ambiente. È così?
Certamente. È il turismo che pratichiamo tutti i giorni, in massa, in varie parti del mondo, per lunghi periodi concentrati in alcune parti dell'anno. È il turismo che ci porta ad invadere luoghi con un grosso impatto a livello di numeri che quell'ambiente di suo non sarebbe in grado di sostenere.

Quali sono gli elementi che rendono il turismo sostenibile?
Tra i "comandamenti" che possiamo assumere che rendono il nostro turismo sostenibile vi è innanzitutto la sua destagionalizzazione. Questo, evidentemente, riduce l'impatto dei numeri sui diversi luoghi oggetto di visita da parte delle persone. Il secondo è rappresentato dall'utilizzo di mezzi di locomozione che impattino poco. In questo senso significa che quando ci si reca in un luogo di villeggiatura si decide, in quel posto, di non usare l'auto privata ma solo mezzi pubblici. Un'altra indicazione importante è scegliere tra le proprie mete parchi naturali. A tale proposito è interessante segnalare come nel 2010 questo turismo ha registrato un incremento del 16% rispetto all'anno precedente, con trenta milioni di turisti che hanno trascorso almeno una notte in un parco e novanta milioni che vi sono passati un giorno.

Questa precisazione è relativamente recente. Essa indica una accresciuta sensibilità rispetto ai temi ambientali e dello sviluppo sostenibile?
I numeri lo dicono chiaramente. Molto, in questo senso, hanno fatto per esempio anche gli albergatori che si sono impegnati per offrire alberghi ecologici o favorire una mobilità a basso impatto ambientale.

Il turismo per l'ambiente è solo un fattore di rischio o può essere anche una opportunità?
È senza dubbio anche una grandissima opportunità, stabilito che nel proprio spostarsi per scopi turistici si cerchi anche una qualità ambientale, In questa prospettiva se ne avvantaggia chi è in grado di proporre un'offerta turistica attenta all'ambiente. Il turismo nordeuropeo per esempio sceglie, per la gran parte, un tipo di turismo con il marchio ambientale. Occorre dunque esser consapevoli che il turismo sostenibile ha anche una ricaduta economica molto importante".

Il turismo sostenibile presuppone un approccio responsabile alla realtà e alle comunità che incrociamo. Come ci si educa a questa responsabilità?
Molto dipende dalle riviste di settore, dalla capacità di sviluppare queste tematiche e di diffonderle. Un ruolo molto importante poi è svolto dalla scuola.

Quali sono le scelte che promuovono il turismo sostenibile?
Sono tutte quelle scelte che prevedono una mobilità intelligente, la protezione dell'ambiente e la promozione dell'ambiente naturale, preferendo in questo la qualità dell'offerta turistica alla quantità.

Lauro Paoletto

 

IL LIBRO

Il turismo sostenibile

Il turismo sostenibile

Tratto da www.bruscino.it

Quando il turismo sposa la green economy, diventa responsabile, attento ai fondamenti del clima oltre che agli indicatori economici, sociali e di sviluppo, abbracciando le opportunità nate dalla coscienza e dalla volontà di preservare - e in qualche caso migliorare - l'ambiente che ci circonda. Quando questo accade siamo di fronte alla nuova frontiera del viaggio: il viaggio sostenibile, che negli ultimi anni ha saputo reinventare il turismo, sviluppando allo stesso tempo nuove opportunità di impresa e di lavoro per gli operatori del settore. Oggi, scrivere di turismo sostenibile significa interpretare e intravedere il futuro dei nostri territori in una nuova ottica di sviluppo che generi benessere diffuso e opportunità di crescita e rinascita in tutta una serie di piccole e grandi economie - dall'artigianato all'agricoltura - con un recupero della storia dei luoghi che spesso riesce a ritrovare radici antichissime. Senza dimenticare che il turismo sostenibile è il nuovo e vero viaggio da intraprendere in maniera responsabile verso la migliore e più bella delle destinazioni: il futuro del pianeta.

L'autore, Angelo Bruscino, inizia la propria attività nel 1999 occupandosi di consulenza alle aziende. Oggi è amministratore di alcune imprese che lavorano nel settore della Green Economy e ricopre diversi ruoli nella Confapi (Confederazione italiana della piccola e media industria privata). Finalista per l'anno 2005 e 2006 del prestigioso premio Marrama per giovani talenti, giornalista e scrittore, con libreriauniversitaria.it edizioni ha pubblicato anche Lo Sviluppo Ecosostenibile (2008).

Il turismo sostenibile, Bruscino Angelo
libreriauniversitaria.it, aprile 2011

 

Nodo IN.F.E.A. PADOVA

Su due ruote, rigorosamente a pedali

PadovaPiù che di mete, vogliamo parlare di vie del turismo sostenibile, nella fattispecie delle piste ciclabili della provincia di Padova che, pur non essendo spesso in continuità tra loro, consentono a chi sceglie questi "percorsi lenti" di raggiungere luoghi interessanti, vivendo un contatto con il territorio che chi viaggia solo a motore non può che immaginare. L'impatto ambientale del cicloturismo è praticamente nullo per emissioni di CO2 e PM10 ed è molto leggero anche per quel che concerne l'inquinamento acustico. Se poi consideriamo anche la socializzazione, ecco che una scampagnata di gruppo in bicicletta ha un sapore ben diverso da un viaggio fatto da una fila di automobili...
È impossibile qui descrivere la rete delle ciclabili, pertanto suggeriamo la consultazione di due siti: www.piste-ciclabili.com/provincia-padova dal quale è possibile selezionare le singole tratte tra quelle più rilevanti e il sito di Magico Veneto www.magicoveneto.it/Euganei/bike/AnelloCiclabile-attorno-ai-Colli-Euganei.htm nel quale sono riportati, con chiarezza e con descrizioni anche suggestive, molti possibili percorsi intorno a un'importante meta di turismo naturalistico: il Parco Regionale dei Colli Euganei.
Segnaliamo inoltre due realtà che suggeriamo al turista a pedali di conoscere meglio, legate a due grandi temi della sostenibilità: la mobilità e l'energia. Da una parte, il Museo della Navigazione Fluviale di Battaglia Terme, raggiungibile tramite l'argine del Canale Battaglia, che raccoglie una serie di testimonianze della (sopita) vocazione idroviaria del nostro territorio dovuta al ricco reticolo di canali che lo caratterizza. www.museonavigazione.eu/index.html. Dall'altra, il Parco Fenice delle Energie Rinnovabili, www.fondazionefenice.it, facilmente raggiungibile con le piste ciclabili che sfruttano gli argini della città di Padova: un parco tecnologico di altissimo livello per sperimentare ed approfondire il funzionamento delle più moderne tecniche di approvvigionamento energetico sostenibile.

Luana Bertotti


PDLaboratorio Territoriale Provinciale di Padova - Informambiente - Comune di Padova
Via dei Salici, 35 (Guizza) - 35124 Padova
Tel 049 8022488 - Fax 049 8022492
informambiente@comune.padova.it - www.padovanet.it

 

Nodo IN.F.E.A. ROVIGO

Scoprire il Polesine pedalando

RovigoIl Delta del Po, le ville, i borghi rurali e le cittadine dalle antiche origini, le spiagge, e poi ancora rami di fiume, isolette, canneti e valli da pesca. Questi e tanti altri gli ingredienti affascinanti che fanno di Rovigo e la sua provincia una delle mete turistiche più particolari del Veneto.
Il Polesine è caratterizzato, dal punto di vista territoriale, da una fitta rete di fiumi e canali, che nel corso del tempo ne hanno definito la geografi a allungata, da ovest verso est. Dal punto di vista naturalistico pertanto tutto è fortemente influenzato dalla presenza dell'acqua, sia dolce (fiumi, canali, scoli, gorghi) che salmastra (zona Delta del Po).Scoprire il Polesine significa fare un viaggio inedito, fuori dai soliti schemi, dalle solite mete, dagli itinerari consolidati. E allora perché non scoprire questo sorprendente territorio con mezzi sostenibili come la bicicletta!
L'assessorato al Turismo della Provincia di Rovigo in collaborazione con la società di servizi Aqua - I viaggi nel Delta e l'associazione Amici della bicicletta - FIAB ha recentemente elaborato un pieghevole dal titolo "In bicicletta alla scoperta del Polesine, terra ospitale fra due fiumi", nove itinerari da fare in bici, con tranquillità, lungo gli argini del Po e dell'Adige, tra le ampie golene, i piccoli borghi, i musei, i palazzi storici, le ville. Dove è possibile immergersi in un paesaggio dominato dalla natura, dai suoi colori, dalle sue tante sfumature.
L'art. 230 del nuovo Codice della Strada ha introdotto l'educazione all'uso della bicicletta come attività obbligatoria nelle scuole di ogni ordine e grado. La bici è un mezzo rispettoso dell'ambiente, che può andare dappertutto, centri storici compresi, migliora la salute e consente di visitare i nostri territori con molta più tranquillità e attenzione ai dettagli.
Promuovere e favorire il turismo scolastico in bicicletta è un modo diverso per coinvolgere gli studenti alla conoscenza dei propri Comuni. A Rovigo l'Istituto di Istruzione Superiore "E. De Amicis" in collaborazione con la FIAB Amici della Bicicletta di Rovigo, ha promosso il progetto "Brevi ma significative pedalate nei luoghi che ci rammentano il periodo della Resistenza in Polesine". Le escursioni in bicicletta sono state due: la prima ha previsto una "pedalata in città" tra le tracce e i toponimi intitolati ai personaggi della Resistenza e la seconda una "pedalata" nei luoghi del rastrellamento dell'autunno 1943, che ha portato all'eccidio di Villamarzana.
Inoltre la stessa scuola con il progetto "Ville venete e dintorni", ha permesso ad alcune classi di muoversi tra le ville di Fratta Polesine e Polesella, con un altro mezzo sostenibile, un barcone sul Canal Bianco.

Link utili
www.polesineterratraduefiumi.it
www.parcodeltapo.org
provincia.rovigo.it

Guide ed opuscoli:
In bicicletta alla scoperta del Polesine, terra ospitale tra due fiumi
Polesine terra ospitale tra due fiumi - cinquanta motivi per scoprire la provincia di Rovigo
Il Po seguendo il grande fiume

Selene Verzola

Rovigo Rovigo


ROLaboratorio Territoriale Provinciale di Rovigo - Laboratorio Ambientale La.Terr.a - Legambiente Veneto
Viale della Pace, 5 - 4° piano - 45100 Rovigo
Tel 0425 386842 - Fax 0425 386800
laterra@agenda21polesine.it - infeaveneto.labrovigo.it

 

Nodo IN.F.E.A. TREVISO

Turismo ambientale nella Marca Trevigiana

TrevisoItinerari che si perdono fra cime, colline e corsi d'acqua, circondati da una natura in molti luoghi incontaminata: la Marca Trevigiana diventa la scenografi a adatta di un soggiorno dedicato non solo agli sportivi più dinamici, ma a tutti gli amanti della natura.
Cominciamo con la zona del Grappa dove la presenza di correnti d'aria ascensionali costanti richiama gli amanti del volo libero. D'inverno questi luoghi diventano percorsi ideali dove camminare con le ciaspe o dove praticare lo sci da fondo, in uno stretto legame tra bellezze naturali e testimonianze storiche. Per chi ama il ciclismo l'ascesa al Grappa significa misurarsi con una delle salite più belle d'Italia, lunga ed impervia ma di sicuro fascino.
Altra zona di grande interesse ambientale il Montello: una palestra naturale di quasi 35 km di perimetro che offre diverse possibilità di escursioni. Sono ben 91 le grotte rilevate, alcune delle quali ebbero un ruolo fondamentale come trincee durante la Grande Guerra. L'intreccio di strade, le salite, chiamate "prese" lo rendono luogo ideale per la pratica di ciclismo, mountain bike e trekking, con la magnifica veduta sul Piave come scenario.
TrevisoProseguendo verso la parte nord-occidentale della Marca si trova il Cansiglio, una delle più belle foreste europee di faggi e abeti, l'antico "Bosco da reme" della Serenissima, che fa da sfondo alla pratica dello sci di fondo, di sci alpinismo, escursioni con le ciaspe, sleddog (cani da slitta), trekking a cavallo, speleologia, osservazione degli animali. Il Cansiglio rappresenta anche il punto di arrivo di uno spettacolare percorso che, partendo dal Monte Grappa, attraversa tutte le Prealpi trevigiane: l'Alta Via delle Prealpi Trevigiane TV1 - un meraviglioso cammino tra storia, gusto e natura. Un sentiero di oltre 120 km di sviluppo e 700 metri di dislivello, che attraversa ben tre gruppi montuosi completamente diversi tra loro; oltre al Grappa e il Cansiglio, il Cesen Visentin con la sua antica tradizione casearia.
Tra i fiumi della Marca, il Sile noto per essere il più lungo fiume di risorgiva d'Europa: testimone della vita e del secolare lavoro dell'uomo in simbiosi con la natura, nasce e scorre interamente nella pianura veneta, tra Treviso e Venezia. È possibile percorrerlo in bicicletta seguendo il GiraSile, un corridoio ecologico tra antichi mulini, boschetti, vecchi fabbricati rurali, ville venete, ambienti palustri, fauna acquatica. Senza dimenticare che il modo migliore per visitare il parco è percorrere il fiume in barca o in canoa, scoprendo i suoi mille angoli nascosti.

Tutte le informazioni su www.visittreviso.it.

Articolo a cura dell'Ufficio Programmazione Turistica del Settore Promozione del Territorio della Provincia di Treviso


TVLaboratorio Territoriale Provinciale di Treviso - Servizio Ecologia Provincia di Treviso
c/o Servizio Ecologia
Via Cal di Breda, 1160 - 31100 Treviso
Tel 0422 656783 - Fax 0422 582499
mobilita@provincia.treviso.it
- ecologia.provincia.treviso.it

 

Nodo IN.F.E.A. VENEZIA

Scoprire l'ambiente della Provincia di Venezia, terra dalle molte acque

VeneziaLa Provincia di Venezia, turisticamente parlando, è sicuramente uno dei grandi poli di attrazione del Veneto. La città di Venezia, con la sua unicità urbanistica e i suoi tesori artistici, è una presenza così catalizzante da mettere in ombra altre caratteristiche uniche di questo territorio. Non solo arte, architettura e stabilimenti balneari quindi: la provincia di Venezia ha altri tesori da offrire al visitatore attento che voglia scoprirne l'ambiente naturale.
Primo fra tutti l'ambiente lagunare, riferendosi con questo termine non solo alla Laguna di Venezia, la più estesa, ma anche alle lagune minori del Veneto Orientale: ad esempio quella di Caorle, e la Laguna del Mort ad Eraclea. Questo complesso di lagune ospita una consistente popolazione di uccelli acquatici svernanti: l'ultimo censimento ne ha contati complessivamente 313.500 di 70 diverse specie, il che rende queste lagune la zona umida più importante d'Italia da questo punto di vista. I litorali (alcuni dei quali ancora ben conservati, si pensi alle Oasi di Alberoni - al Lido di Venezia - e Cà Roman - a Pellestrina, alle dune di Punta Sabbioni - nella penisola del Cavallino, alle aree dunali residue di Bibione), le barene, i ghebi, le valli da pesca rappresentano aree di elevato interesse naturalistico, lontane dal turismo di massa che interessa altre aree della Provincia.
VeneziaMa la laguna non è l'unico aspetto di interesse ambientale: numerosi anche gli ambiti fluviali (ad esempio il parco dei Fiumi Reghena e Lemene e dei laghi di Cinto, istituito dalla Provincia nel 2003), e le zone umide, tra le quali alcune aree di ex-cave ora in corso di recupero e valorizzazione ambientale (come le Cave di Salzano, le Cave di Noale, le Cave di Gaggio, solo per citarne alcune).
L'ideale è visitarle - con o senza l'accompagnamento delle guide naturalisticoambientali iscritte nell'albo provinciale - con mezzi a misura d'ambiente: in bicicletta (numerosi gli itinerari naturalistici descritti e cartografati), a piedi, o con mezzi di navigazione tradizionali e a basso impatto, come il bragozzo.

Per informazioni su pubblicazioni (anche scaricabili) e associazioni che operano nel turismo ambientale: educazione.ambientale@provincia.venezia.it, www.provincia.venezia.it alla voce "Pubblicazioni".

Per un elenco delle guide naturalistico ambientali della Provincia di Venezia: www.turismo.provincia.venezia.it/default.aspx?PAGINA=808

Martina Simonato e Carla Furiato

Venezia

VELaboratorio Territoriale Provinciale di Venezia - Centro di Informazione ed Educazione Ambientale Provincia di Venezia
Centro Servizi Via Forte Marghera, 191 Mestre - Venezia (VE)
Tel 041 2501213 - Fax 041 2597237
sito web - educazione.ambientale@provincia.venezia.it

 

Nodo IN.F.E.A. VERONA

La Foresta di Giazza per tutti: il nuovo sentiero didattico-naturalistico

VeronaNel corso del 2009-2010, in Foresta di Giazza, Comune di Selva di Progno (VR), è stato realizzato un percorso didattico-naturalistico in parte accessibile anche a persone con limitate capacità motorie e fruibile dalle scolaresche e dai numerosi turisti che nella primavera-estate e in autunno visitano la Foresta. L'intento di questa iniziativa è promuovere ed incentivare forme di turismo sostenibili in grado di valorizzare le risorse dell'area e allo stesso tempo focalizzare e indirizzare l'utenza su determinati itinerari ed aree attrezzate, cercando di mantenere integra la maggior parte del rimanente territorio. Il problema principale dell'area della Foresta di Giazza è, infatti, il forte carico turistico che si riversa in un ambiente di foresta che necessita di opportune misure di salvaguardia.
Il sentiero, realizzato grazie al contributo PSR 2007-2013 Asse 2 Miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale Misura/Sottomisura 227 Investimenti forestali non produttivi Azione: 1 - Miglioramenti paesaggistico-ambientali, inizia subito a monte del fabbricato del Centro di Educazione Naturalistica Nodo IN.F .E.A. di Verona Dogana Vecchia, si snoda all'interno del bosco e raggiunge il torrente Revolto. Questa parte del percorso, fi no al torrente, è percorribile anche da disabili con carrozzine accompagnate. VeronaIl ritorno viene fatto per il medesimo sentiero per circa duecento metri, poi si devia a destra e si sale nel bosco lungo un sentiero a gradinate. Proseguendo, si raggiunge un pianoro all'interno della faggeta nella quale si è data al percorso una veste più "faunistica", mediante l'installazione di cassette nido per cinciallegre (che vengono solitamente colonizzate dai passeriformi) e civette caporosso, di cui alcune dotate di microcamere osservabili dal Centro di Educazione Naturalistica mediante pc o televisore. Lungo tutto il percorso sono stati installati pannelli didattici descrittivi dell'ambiente, delle principali specie animali e vegetali e di altri aspetti legati alla Foresta che affrontano le seguenti tematiche: i bioindicatori dell'acqua; la gestione forestale e la certificazione PEFC, il legno morto, il contrabbando collegato alle caratteristiche ambientali ed antropologiche dell'area, il bosco igrofilo e la vegetazione pioniera, la componente faunistica del bosco, le indicazioni comportamentali in montagna. Sono stati realizzati e collocati anche dei cartellini botanici illustrati per il riconoscimento delle principali specie arboree ed arbustive della Foresta. Il percorso naturalistico è arricchito anche da teche didattiche contenenti calchi delle impronte dei mammiferi della Foresta, la catena alimentare del tasso ed altri reperti del mondo animale e vegetale,che lo rendono in parte anche percorso sensoriale.

Simonetta Mazzucco

Verona

VRLaboratorio Territoriale Provinciale di Verona - Veneto Agricoltura
Viale dell'Università 14 - 35020 Legnaro (PD)
Tel 049 8293760 - 809-889 - Fax 049 8293815 - educazione@venetoagricoltura.org
Associazione Do.Ve. c/o CTG di Verona
Via S. Maria in Chiavica, 7 - 37121 Verona
Tel 045 8004592 - Fax 045 8221143
Dogana Vecchia, Foresta di Giazza - Selva di Progno (VR)
www.doganavecchia.org - info@doganavecchia.org

 

Nodo IN.F.E.A. VICENZA

Natura Storia Avventura: Turismo Ambientale in Provincia di Vicenza

VicenzaIl Laboratorio di Educazione Ambientale ha ideato, dal 2010, una serie di proposte che mirano a far scoprire i tesori ambientali e culturali della Provincia di Vicenza in modo alternativo ai classici circuiti turistici.
Il progetto prende il nome di "Natura, Storia e Avventura" e consiste in una serie di itinerari tematici di due, tre o quattro giorni tra le Prealpi Vicentine e le città d'arte: un mix di natura e storia da vivere attraverso attività come il trekking, l'astronomia, il rafting, le ciaspolate e tanto altro, sempre accompagnati da guide esperte e qualificate.
"Terre di confine", "Andar per acque", "La vita ai tempi di Andrea Palladio", "Avventure tra acqua e natura", "Piccola e grande storia nella valle dell'energia pulita", "I due conflitti mondiali tra Pasubio e Piccole Dolomiti", "Neve, ciaspe, divertimento... e un po' di sci...": sette i percorsi proposti, ma non si esclude la possibilità di abbinare tra loro le diverse escursioni e visite guidate che spaziano dalle Piccole Dolomiti ai colli Berici, dall'altopiano di Asiago alle città d'arte e storia come Bassano del Grappa.
VicenzaTra la Valle dell'Agno e la Val Leogra, per esempio, si snoda un percorso che passa dalle acque di Recoaro Terme con le loro storie, porta sul sentiero dei Grandi Alberi, custodi secolari della valle e ci fa conoscere il bunker con i sui terribili, ma preziosi ricordi del secondo conflitto mondiale; continua poi sul Monte Pasubio percorrendo l'epica Strada delle 52 Gallerie e ridiscende attraverso le caratteristiche contrade del Tretto, fino a giungere a Schio con le sue perle di Archeologia Industriale.
Un viaggio insomma che ci fa scoprire i nostri luoghi e attraverso questi la nostra piccola e grande storia. Anche le modalità di trasporto sono tra le più diverse: a piedi, in bici, con la zattera in primavera ed estate, accompagnati da asini o con le ciaspole in autunno e inverno. I pacchetti prevedono inoltre proposte per il pernottamento in strutture attrezzate gestite dagli enti del Laboratorio o in alberghi convenzionati in modo da poter vivere al meglio, in tranquillità e divertimento, i soggiorni.
L'iniziativa è rivolta alle scuole e a gruppi di ogni tipo e provenienza, potendo contare su operatori che la sapranno adattare ed ampliare in base alle esigenze degli utenti per rendere l'esperienza il più appagante e coinvolgente possibile.
Le proposte non mancano, ora non resta che partire e scoprire le meraviglie che la terra Vicentina offre a turisti "alternativi" di tutte le età.

Leonardo Fanton

Vicenza Vicenza

VILaboratorio Territoriale Provinciale di Vicenza - Laboratorio di Educazione Ambientale della Provincia di Vicenza
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Carta d'Identità per Viaggi Sostenibili

Il contenuto del documento "Turismo Responsabile: Carta d'Identità per Viaggi Sostenibili" è frutto di un lavoro di condivisione nell'ambito del Terzo Settore che, a partire dal 1994, ha portato alla nascita di un Forum Nazionale sul Turismo Responsabile, alla firma della Carta stessa e alla costituzione dell'Associazione Italiana Turismo Responsabile per la diffusione e la realizzazione dei principi contenuti nella Carta.

La Carta parte dalle seguenti motivazioni:

  • Sviluppare una maggior attenzione all'interazione tra turisti, industria turistica e comunità ospitanti, per favorire un vero rispetto delle diversità culturali, ed una disponibilità di adattamento ad abitudini e modi diversi dai propri.
  • Stimolare gli utenti a divenire coscienti del proprio ruolo di consumatori del prodotto-viaggio, da cui dipendono la qualità dell'offerta e il destino di milioni di altri individui nei luoghi di destinazione.
  • Ridurre al minimo i danni dell'impatto socio - culturale ed ambientale prodotto dai fl ussi turistici.
  • Rispettare ed incoraggiare il diritto delle comunità locali a decidere sul turismo nel proprio territorio e con queste stabilire rapporti continuativi.

Prima della partenza

L'utente (viaggiatore individuale o di gruppo):

  1. Si interroga sulle reali aspettative e motivazioni del suo viaggio: ad es. riposo e svago, nel rispetto dell'ambiente e dell'altro e conoscenza, intesa come cultura e incontro, per soddisfare le sue esigenze di approfondimento e di autenticità.
  2. Chiede di essere informato in modo corretto, da organizzatori e media, oltreché sugli aspetti tecnico logistici del viaggio, anche sul contesto socioculturale da visitare, e di sua iniziativa si procura informazioni (attraverso testi, guide, Internet, materiale audiovisivo).
  3. È interessato a creare in prima persona o tramite gli organizzatori, contatti precedenti il viaggio con le realtà locali che potrebbero ospitarlo, e con esponenti che potrebbe incontrare della società civile del luogo di destinazione.
  4. È interessato e disponibile a incontri preparatori con i suoi prossimi compagni di viaggio e/o l'accompagnatore.
  5. Chiede agli organizzatori garanzie sulla qualità del viaggio dal punto di vista etico, cioè sulle sue caratteristiche ambientali economiche e sociali.
  6. Chiede la trasparenza del prezzo, per sapere quale percentuale del prezzo finale rimane alle comunità ospitanti. Privilegia viaggi in cui la massima possibilità di scelta su tempi e contenuti sia garantita.
  7. Privilegia alloggi, ristoranti, strutture, trasporti compatibili con l'ambiente (per presenza di depuratori, corretto smaltimento dei rifiuti, risparmio energetico).
  8. Privilegia servizi di accoglienza (trasporti, alloggi, ristorazione) in linea con la cultura del luogo (ad es. non pretendere cibi estranei ala cultura locale).
  9. Privilegia itinerari con tempi che non obblighino alla fretta, e in cui le mete selezionate siano in numero limitato, prevedano un accompagnatore opportunamente formato che funga anche da facilitatore interculturale, evitando l'eccesso di organizzazione, che impedisce al visitatore di rendersi conto della realtà locale.
  10. Prevede la partecipazione a manifestazioni, feste e spettacoli tradizionali nel rispetto dell'autenticità e del consenso.

Durante il viaggio

L'utente (viaggiatore individuale o in gruppo):

  1. Considera positivo condividere i vari aspetti della vita quotidiana locale e non chiede privilegi o pratiche che possano causare impatto negativo.
  2. Non ostenta ricchezza e lusso stridenti rispetto al tenore di vita locale.
  3. Per foto e video si assicura il consenso della persona ripresa.
  4. Non assume comportamenti offensivi per usi e costumi locali.
  5. Cerca prodotti e manifestazioni che sono espressione della cultura locale (ad es. artigianato, gastronomia, arte, ecc.) salvaguardandone le identità.
  6. Rispetta l'ambiente e il patrimonio storico-monumentale.

Dopo il viaggio

L'utente (viaggiatore individuale o in gruppo):

  1. Verifica se è riuscito a stabilire una relazione soddisfacente con la gente e il paese visitato.
  2. Valuta come far seguito ai rapporti stabiliti.
  3. Se ha viaggiato in gruppo, risponde al questionario di valutazione dell'esperienza proposto dall'organizzatore e, se lo desidera, partecipa agli incontri con il gruppo con cui ha viaggiato.

Sintesi tratta dalla "Carta d'Identità per Viaggi Sostenibili" Promossa da AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile)

 

 

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